Pandemonio

Il modo giusto per cominciare a pensare
alla struttura che connette è di pensarla
in primo luogo come una danza di
parti interagenti”
G.Bateson

 

Circa un anno fa, quando decisi che mi sarebbe piaciuto pubblicare alcune “riflessioni e osservazioni sulle relazioni e sulla psiche”, mi parve una buona idea quella di avere una scatola virtuale in cui raccogliere, strada facendo, delle definizioni che facessero chiarezza su alcuni dei termini e delle parole chiave che sarebbero comparse nelle Cronache e nei Saggi Semi Seri che avrei scritto.

Oggi a distanza di un anno e di una cinquantina di post, mi rendo conto che la danza di parti interagenti che sto cercando di far emergere in questo sito ha bisogno di qualcosa di più caotico e flessibile di un glossario: qualcosa più adatto ad evocare e a suggerire per analogia che a definire con chiarezza e circoscrivere.

Ecco perché con questo post inauguro una nuova categoria, quella di Pandemonio, che va a sostituire quella pensata ma mai nata di Glossario.

Il termine Pandemonio è qui usato non tanto nel senso di frastuono, accozzaglia di rumori assordanti, confusione e disordine ma, piuttosto, con il significato di insieme di tante voci senza un Capo che le “mette in ordine” imponendo il proprio ordine; non un solo demone ma tutti i demoni, ognuno con il proprio apporto di conoscenza, vitalità, suggestione.

Io credo che ci sia un vantaggio nel guardare il flusso di coscienza e le descrizioni del mondo non tanto come il prodotto di un singolo sé dominante ma come il risultato cangiante e liquido di varie parti che, a volte miracolosamente, riescono ad armonizzarsi.

Tenere presente il continuo pandemonio di emozioni, sentimenti, pensieri, che scorre sotto a ciò che chiamiamo coscienza può aiutarci ad osservare il mondo e la mente come un continuo epifenomeno: qualcosa che emerge inspiegabilmente e di continuo e che ci dà la sensazione di esserci e di continuare ad esserci.

Questa visione, solo apparentemente più frammentata, caratterizzerà lo stile dei post contenuti in questa categoria: intuizioni, sprazzi, suggestioni colte e comunicate, che potranno rientrare e comparire in modo più organico nei saggi e nelle cronache ma che, in questo contenitore, compariranno come le voci di alcuni dei demoni che suggeriscono, sussurrano, ripetono, insistono.

Il tutto per attenermi, nel mio piccolo, ad un proposito archetipico di libere associazioni che J.Hillman, nel 1970, così esprimeva: “Quando la psicologia va al di là di se stessa, verso una psicologia che non sia una traduzione di eventi psichici in un linguaggio professionale, ma piuttosto una psicologia che parli direttamente di eventi psichici, una psicologia dell’intuizione e dell’evocazione, non dell’interpretazione e della spiegazione, allora la psicologia potrebbe parlare direttamente nel linguaggio dell’anima, dell’espressione immaginale. La psicologia incomincerebbe allora ad assomigliare al linguaggio dell’immaginazione, e forse, lo spero, a prendere sempre più le forme dell’arte e del suo gioco.”.


 

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2 risposte a Pandemonio

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