Benvenuti!

Se state leggendo queste righe è perché siete arrivati a questo punto del labirinto.
E questo non è che un angolo, un punto da cui guardare, una metafora che parla dell’impossibilità di non esplorare. E’ un modo per me di ripensare alcune delle cose che incontro nella pratica clinica giornaliera, nello svolgimento della mia professione che, per definizione, si avventura nel labirinto della Psiche e nei meandri della relazione.
Entrando da qui e leggendo, in sequenza o alla spicciolata, le cronache o i saggi semiseri, avrete la possibilità di usare una serie di metafore che altro non sono che un veicolo, un modo per inoltrarvi in un labirinto in cui siete da sempre e che può essere descritto in tanti modi diversi.
Avete già ovviamente le vostre idee su tutto questo; ma sono convinto che “due descrizioni sono meglio di una”: è guardando con due occhi e unendo le immagini di entrambi che si ottiene il senso della profondità.
Non occorre che lasciate ogni speranza, sperare è uno dei modi di aggirarsi nel labirinto, portate pure i dubbi e il desiderio e non dimenticate lo stupore!

3 risposte a Benvenuti!

  1. rosa ha detto:

    ok questo e’ solo l’inizio… può andare bene!

  2. elena battaglini ha detto:

    Si, queste “mappe” sono degli schemi cognitivi che ci orientano nel mondo, sono “frames” per dirlo à la Goffmann. Questo concetto, però, non ci dice perchè
    alcune persone si costruiscono mappe che li difendano dal mondo e altre che
    hanno bisogno di andare dentro gli stimoli del mondo, per interpretarlo ed esprimerlo.Perche’, per lei, alcuni, pochi e generalmente pericolosi, hanno cosi fame di essenza?

    • drdedalo ha detto:

      Io credo che ognuno di noi sia, a modo suo, un “essenzialista”: crediamo che certi oggetti abbiano più valore perché sono stati usati da persone a noi care o perché in qualche modo contengono “l’anima” di chi li ha creati o posseduti. Se sublimato (preso nel suo senso più alto) questo essenzialismo può essere alla base dell’empatia o del desiderio di conoscenza. In questo senso la motivazione di fondo della scienza e della ricerca in generale potrebbe essere identificata proprio nel tentativo di scoprire l’essenza delle cose. Ma ci sono poi, naturalmente, le deviazioni e le patologie connesse al bisogno di impossessarsi di ciò che consideriamo essere il cuore profondo della cosa o della persona desiderata. Il cannibalismo, ad esempio, si basa letteralmente sull’idea che sia possibile portare dentro di sé, mangiandola, la forza vitale di un altro. Credo che alla radice di quella che lei chiama fame di essenza ci siano l’avidità e il bisogno smodato di potere. Quando intervengono questi due “veleni” la passione si trasforma in smania di controllo e il desiderio di conoscenza diventa feticismo: la persona viene ridotta ad oggetto a disposizione del suo “padrone”. Naturalmente nessuna essenza viene catturata in questo modo e questo non fa che aumentare la fame. Se vuole, su questo argomento, può leggere il mio post intitolato “Spiriti famelici”. Spero di avere risposto alla sua domanda. A presto drdedalo

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